Come orientarsi nelle scelte aziendali

Quale tipo di vendemmiatrice
Il livello tecnologico raggiunto oggi dalle vendemmiatrici è certamente eccellente, anche se è logico attendersi ulteriori evoluzioni in grado di migliorare ulteriormente le soluzioni oggi proposte. Tralasciando volutamente la disamina delle vendemmiatrici per il GDC, o per le controspalliere, è meglio fare alcune considerazioni sulle vendemmiatrici trainate e semoventi.
Le vendemmiatrici trainate sono meno costose, necessitano di maggiori spazi di manovra, originano un maggiore calpestamento e, in genere, hanno una capacità oraria di raccolta inferiore a quella delle semoventi. La capacità oraria di raccolta, pur avendo la sua importanza, non è però così importante, se non nel caso di uso di contoterzisti, tenendo conto che le cantine potrebbero arrivare a contingentare le consegne e che la grossa differenza sta nel tipo di vendemmia (a mano o a macchina), e non nel tempo impiegato (per esempio, un giorno invece di due).
Altre considerazioni potrebbero essere espresse in merito allo scarico dell'uva vendemmiata direttamente nel carro, o in una vasca a bordo della vendemmiatrice. Lo scarico su carro a mezzo del nastro presuppone un ulteriore calpestamento del terreno (non trascurabile in condizioni di bagnato) e maggiori tempi di manovra e di sincronizzazione dell'avanzamento. Le vendemmiatrici con scarico a bordo devono fare i conti con la capacità dei serbatoi, ed originano una maggiore movimentazione del prodotto (la fase finale dello scarico muove una massa notevole).

Vendemmiatrice aziendale o contoterzista
Il contoterzista deve essere in grado di interpretare ogni esigenza del viticoltore, e questo è spesso difficile senza ricorrere a dei compromessi.
Una vendemmiatrice aziendale presuppone capacità e competenza da parte dell'operatore e forti investimenti. Interessanti potrebbero essere le soluzioni che prevedono l'acquisto della macchina da parte di due o tre aziende simili, o meglio ancora il coordinamento e la direzione della vendemmia (magari affidata ad un contoterzista) da parte della cantina. Questa soluzione favorirebbe anche le aziende più piccole, spesso costrette ad accettare qualsiasi condizione imposta dal contoterzista. La soluzione migliore quindi potrebbe essere ricorrere alla prestazione di servizio da parte di un'azienda limitrofa che possiede la vendemmiatrice. Il contoterzista ha la tendenza a sfruttare al massimo la vendemmiatrice.
Nella realtà, per sfruttare al meglio le potenzialità della vendemmia meccanica, devono per forza esistere dei tempi morti nei quali è meglio non vendemmiare, come per esempio quando si aspetta che asciughi la rugiada, o quando si deve variare la regolazione della macchina o attendere che la cantina sia pronta a ricevere grandi quantitativi di prodotto, e così via.

Qualità del prodotto
Il problema della qualità del prodotto vendemmiato meccanicamente resta tuttavia l'aspetto più importante di tutto il discorso della meccanizzazione. La massima qualità del prodotto raccolto meccanicamente è il frutto di una numerosa serie di variabili sulle quali il buon viticoltore deve sapere intervenire. La base è ovviamente un'accurata scelta del giusto portinnesto e del corretto sesto d'impianto, ma sono molto importanti anche le tecniche di gestione del vigneto ed in particolare della potatura secca e di quella verde.
La sanità delle uve, la giusta epoca di vendemmia e la perfetta regolazione della machina costituiscono poi gli ingredienti finali per una vendemmia meccanica ad elevati livelli qualitativi. Il tipo di macchina, pur avendo la sua importanza, non è in grado di fare la grande differenza e lo dimostra il fatto che in diverse realtà hanno successo determinate marche piuttosto che altre non solo per i meriti dei venditori di macchine, ma soprattutto per la competenza dell'assistenza o per la capacità di regolazione acquisita dagli operatori. Poi, ovviamente, possono esistere macchine con maggiori possibilità di regolazione di altre, con la possibilità di introdurre variabili in funzione delle esigenze, e macchine più all'avanguardia di altre. I viticoltori hanno poi la responsabilità di farsi da soli una buona parte dell'esperienza in zona.

Consegna del prodotto in cantina
Un particolare aspetto della vendemmia meccanica è l'organizzazione dei trasporti in cantina. E' evidente che l'elevata capacità operativa della vendemmiatrice (rese di raccolta variabili dai 30 ai 140 quintali l'ora) necessita di un trasporto adeguato. In alcuni casi questo può essere affidato a contoterzisti, oppure essere svolto direttamente dall'azienda. Il trasporto comunque deve essere veloce, per cui ben vengano tutte quelle soluzioni che tendono a ridurre i tempi morti della consegna delle uve (adozione di vasche in acciaio inox ed eliminazione del telo, oppure ribaltamento autonomo del carro senza dover far ricorso al pianale della cantina) che consentono di recuperare tempo prezioso.

Perdite di prodotto
Il raffronto viene sempre fatto con la vendemmia manuale, nella quale diventa difficoltoso stabilire l'entità delle perdite. In passato, nella vendemmia manuale probabilmente si sprecava molto meno prodotto rispetto ad oggi, visto che si deve raggiungere un compromesso con la resa oraria di raccolta. Un tempo si ricorreva prevalentemente a manodopera familiare, oggi invece prevale manodopera non direttamente interessata, che di certo porta, oltre che ad una diminuzione della resa oraria di raccolta, ad un aumento delle perdite. Tale perdite possono essere stimate attorno al 3 - 5% circa. Per contro, con la vendemmia meccanica si può stimare una perdita dell'8-15% dovuta al mosto che rimane sulle foglie, all'uva non raccolta che rimane sulla pianta, o all'uva che cade a terra.

Claudio Corradi