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Una cattiva alimentazione delle scrofe può influire sulla crescita
dei follicoli antrali di varie dimensioni, riduce l'indice di ovulazione,
ritardano la pubertà e provoca aumento dei ritorni in calore post-svezzamento.
Inoltre può influenzare la maturazione degli oociti, e per tanto,
il numero di embrioni per nidiata.
La cattiva nutrizione si traduce nell'inibizione della liberazione della
gonadotropina. La presenza di recettori, sia in vitro che in vivo, suggerisce
che l'insulina e gli ormoni dell'asse somatotrofico sono capaci di alterare
la follicolo-genesi a livello ovarico. Mancano informazioni per determinare
se la sua disponibilità a livello ovarico può essere eccessiva
o deficiente in caso di deficit alimentare. L'aumento della concentrazione
di progesterone nel sangue a causa del metabolismo epatico più
lento nelle scrofe mal nutrite, probabilmente contribuisce alla inibizione
della follicolo-genesi.
Pertanto buona norma è l'osservazione di una dieta equilibrata,
di buona qualità e quantitativamente sufficiente alle diverse esigenze
genetiche, delle scrofe in lattazione, al fine di ridurre il catabolismo.
Dallo svezzamento diventa necessario, valutare le singole scrofe, ed alimentarle
individualmente, per ottenere uno stato corporale omogeneo, che permetta
l'instaurarsi della gravidanza e la gestazione.
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