gnuno di noi nella vita fa delle
scelte. Decidiamo di fare delle cose tutti i giorni, ma ce ne sono alcune
che caratterizzano tutta la nostra vita impegnando la maggior parte
di noi stessi. Di queste scelte noi rispondiamo prima di tutto alla
nostra coscienza.
Tutto quello che so l'ho imparato da mio padre,
ma la cosa fondamentale che mi ha trasmesso è che l'uomo può essere definito
tale nella misura in cui sceglie dei principi e cerca di viverli con coerenza
nella vita, senza compromessi. In questo modo conserva la sua dignità.
La scelta che ognuno di noi ha fatto, quella di impegnarsi nel difendere
la vita dei più emarginati e soli, è difficile e soprattutto scomoda.
È possibile portarla avanti solo se si è coerenti con un principio: quello
di essere capaci di dimenticare il più possibile se stessi ed i propri
egoismi per aprirsi agli altri, amarli e vivere per e con loro.
È facile capire, al di là dei nostri errori e
limiti, se stiamo condividendo veramente i bisogni delle persone che accogliamo
nella nostra famiglia. Se riusciamo ad aprire un rapporto e a costruirlo
sull'affetto e sulla fiducia, se guardando una persona negli occhi in
quel momento quella persona, con i suoi problemi, i suoi drammi, le sue
fatiche e l'aiuto che ti chiede, è il mondo intero per noi, allora siamo
sulla strada giusta e riusciremo a camminare insieme. Di questo io ho
visto vivere mio padre ed è questo il motivo che ci ha spinto a questa
vita difficile e a volte dura, ma anche così ricca ed entusiasmante. Questo
è il nostro modo di aiutare gli altri, di farci interpreti dei loro bisogni
e di difendere, nei momenti di debolezza che i tossicodipendenti hanno,
la loro vita e dignità. Questa è San Patrignano.
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