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tilizza gas metano nel processo di combustione e garantisce l'autonomia energetica non pesando in alcun modo su fonti esterne, rendendo possibile anzi immettere nella rete Enel la sovraeccedenza in produzione che, per esempio, viene realizzata nelle ore notturne. Garantisce inoltre un notevole risparmio sia dal punto di vista economico che da quello dell'impatto ambientale.
La caratteristica di fondo di una centrale di cogenerazione è quella di offrire un utilizzo quasi completo dell'energia prodotta (la percentuale di resa di un impianto tradizionale è intorno al 30-40 per cento, mentre con la cogenerazione si evita una dispersione dell'energia e del calore che arriva fino al 70 per cento di energia prodotta dall'impianto). Il calore sviluppato dai macchinari nel ciclo di produzione di energia elettrica viene utilizzato poi - con l'uso di appositi impianti capaci di raccoglierlo - per il riscaldamento nella stagione invernale e per il condizionamento nel periodo estivo.
Si ha così un uso più ridotto di combustibile (nel caso di San Patrignano il metano) ed una conseguente ridotta immissione di gas da combustione nell'atmosfera. All'interno della centrale si svolgono corsi di qualificazione professionale mirati ad ottenere l'ottimizzazione dell'utilizzo delle apparecchiature della centrale, in grado di evitare inutili e dannose dispersioni di calore e garantire un regime d'uso economicamente conveniente.

La concimaia raccoglie tutti i rifiuti organici degli allevamenti, tramutandoli in fertilizzanti naturali iutilizzabili nelle attività che ne richiedono l'uso.
L'impianto è nato per risolvere alcune problematiche che il letamaio da un lato e i concimi chimici dall'altro portavano alle colture ed all'ambiente. Riduce drasticamente i cattivi odori nel periodo di fermentazione, ad esempio, e garantisce l'apporto di sostanza organica e di fibra necessaria ad aumentare lo strato di humus nel terreno. A differenza dell'uso di fertilizzanti chimici, invece, che impoverisce lo strato vegetale nei terreni con la riduzione dell'humus e la conseguente minor capacità della terra di trattenere l'acqua.

E' forse la più evidente di queste attività: tutte le acque reflue provenienti dagli insediamenti produttivi di San Patrignano vengono raccolte in un impianto in grado di depurarle e di convogliarle in un rio nei pressi della comunità, in linea con i parametri stabiliti dalle leggi. La depurazione delle acque viene svolta, quindi, senza pesare sulla collettività, in piena autonomia e senza utilizzare impianti pubblici se non per le doverose attività di controllo. Bisogna sottolineare come la comunità rispetti tutte le normative e le tabelle di legge riferite alle norme contro l'inquinamento idrico, presentandosi come una delle poche realtà del nostro Paese in regola con le prescrizioni di legge. Per il futuro San Patrignano ha in programma la installazione di un impianto di filtro-depurazione che consentirà di riutilizzare l'acqua all'interno della comunità.

 

 
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